16 Mar 2016

Non è stata solo “una grande vittoria, bella e inaspettata”, il trionfo della Rari Nantes Bogliasco BENE nella finalissima della Coppa Italia femminile di pallanuoto, edizione 2016.

Fonte la Repubblica

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Il 5-4 con cui domenica pomeriggio le ragazze di Mario Sinatra hanno battuto Prato al Centro Federale di Ostia va oltre il bordo vasca, e sa raccontare di tante cose, al di là della conquista del trofeo, e al successo sportivo. Di un’altra pallanuoto possibile, ad esempio, anche senza i patron milionari delle corazzate della waterpolo maschile. E di un angolino di Liguria dove il lavoro e la passione pagano, e lo sport diventa questione di identità cittadina, un valore aggregante, un investimento sulla comunità.

“È un fatto storico, questa vittoria, che va al di là del risultato sportivo – spiegava domenica sera nel pieno dei festeggiamenti al Bistrotto il sindaco Luca Pastorino, davanti allo striscione “Orgoglio di Bogliasco. Gloria della Rari Nantes. Grazie Campionesse!” – E’ l’espressione del lavoro, del sacrificio, dell’appartenenza, sono i valori di una piccola comunità, un’eccellenza che deve essere esportata. Lo viviamo con grandissima è gioia, anche più di allora considerando il  contesto molto più difficile. Ha un valore assoluto perché è il primo trofeo della squadra femminile e come sindaco viverlo è uno di quei motivi per cui il mandato si ricorda”.

Messo in bacheca grazie alla battaglia in acqua di ragazze quasi tutte nate e cresciute in casa (“ma anche chi è arrivata da fuori ha trovato una grande famiglia che le ha accolte e fatte crescere”, spiegano dalla piscina della Rari), il primo trofeo della storia della Bogliasco femminile è arrivato anche grazie al contesto di una società che capisce ed investe, “che contribuisce ad arricchire la relazione, che diventa un contesto familiare – continua Pastorino, che riceverà la squadra e lo staff in Comune giovedì pomeriggio, alle 18, presso la sala Berto Ferrari – dove ci sono tutti i valori dello sport a cominciare dalla bontà dello stare insieme”.

BOGLIASCO BENE

 

Celebrato con festeggiamenti e saluti istituzionali rigorosamente bipartisan (“Questo successo è la dimostrazione di come anche da un paese piccolo si può arrivare in vetta, di come conta il gioco di squadra ed una comunità coesa. Alla società i complimenti perchè ha saputo sostenere le ragazze in un moment in cui non è facile supportare lo sport”, ribadisce Ilaria Cavo, assessore regionale allo Sport), la portata del successo si capisce però soprattutto dalle parole delle stesse protagoniste in vasca.

“Ce la siamo guadagnata, dal primo all’ultimo secondo di ogni partita, sono orgogliosa di questa Coppa Italia, di come l’abbiamo affrontata e vinta. Non mi sono mai sentita così granitica, in un gruppo straordinario. La volevamo e ce la siamo andate a prendere. Sono orgogliosa di me e di come abbiamo lavorato, tutte insieme”, è la carica del capitano, Carola Falconi. “La prima vittoria importante. E’ un’emozione forte, da dedicare a tutte noi compagne di squadra”, continua Greta Gualdi. “Siamo orgogliose di tutto il Bogliasco: erano tutti qui, con noi, è bellissimo. E la Coppa la dedico a noi stesse”, spiega ancora Elena Maggi.

La formula è semplice, ma per nulla scontata persino nello sport, e si chiama “gruppo”. “Siamo stupende e tutto questo è indimenticabile – spiega Rosa Rogondino – Era un sogno che coltivavamo ed è diventato realtà. Abbiamo creduto tutte in noi stesse e nella squadra”. E a confermarlo sono state le parole più attese dopo il fischio finale della battaglia in vasca, quelle di Teresa Frassinetti, la stella della squadra, che a Ostia non c’era perché impegnata con la Nazionale.

“Sono felice come se fossi lì. Sono veramente orgogliosa della mia squadra e della mia società – fa sapere da lontano la centroboa azzurra – Il lavoro paga sempre e questa deve essere una consapevolezza per noi ragazze, per andare avanti, dopo il meritato risposo. Abbiamo un grande allenatore che in meno di due stagioni ha fatto crescere tantissimo un gruppo giovane, e questo è solo l’inizio”.

28 Nov 2015

BENE è la nuova denominazione della Rari Nantes Bogliasco, a seguito della ratifica del Consiglio Federale della scorsa settimana. È il frutto della collaborazione con l’azienda BENE di Mirko Prandini www.benesrl.com che diventa main sponsor di tutto il settore pallanuoto della Rari Nantes Bogliasco.

Il presidente Claudio Gavazzi esprime la propria soddisfazione.

Presidente perché questo abbinamento:
“Perché è BENE. Una storia che nasce tanti anni fa, quando Mirko si è innamorato della pallanuoto, ha cominciato a frequentare la piscina, e infine è entrato a far parte del Consiglio così cominciò un’amicizia, una relazione profonda sia sul piano umano sia professionale. Da allora mi è sempre stato al fianco, insieme a pochi altri, nei momenti più difficili. Da allora l’imprenditore Mirko è cresciuto, molto, ha aperto prima un’azienda, poi un’altra e le sue attività, in barba alla crisi, si sono sviluppate in maniera verticale, come amico ho avuto la fortuna di condividere con lui sia l’esperienza professionale, sia quella della Rari Nantes Bogliasco; da qui è stato del tutto naturale stringere questo sodalizio che nasce sotto l’auspicio di un nome meravigliosamente positivo: Bene, ci porterà fortuna!”

Chi è Mirko Prandini:
“Una persona molto positiva, trasparente e passionale, vive con intensità ogni emozione proprio le caratteristiche ottimali di chi vive la pallanuoto. Lui e sua moglie si sono innamorati di questo sport senza esserne in alcun modo parte in causa e questo è bellissimo”

Cosa chiede la Rari Nantes Bogliasco a BENE:
“Nessuna richiesta precisa. Questo sodalizio nasce a completamento di una serie di rapporti già consolidati, BENE ci ha aiutato e ogni giorno ci aiuta, con i suoi uomini e le sue capacità, si è curata dell’impianto, delle manutenzioni, dell’illuminazione ( a proposito avete visto in tv che meraviglia le nuove luci? Sono BENE), lo fa in modo disinteressato, per passione e spirito di appartenenza , siamo in debito e enormemente riconoscenti. Diciamo che continuiamo a lavorare, ad andare avanti insieme, è un po’ atipico perché non c’è una relazione economica diretta, ma in realtà c’è molto di più, c’è condivisione, c’è davvero la voglia di unirci in questa avventura che è la pallanuoto e dare visibilità a questo splendido rapporto, di vera amicizia e collaborazione convinti di poter crescere assieme”.

I loghi, una conchiglia con tre delfini:-“Ci sta benissimo, la gioia dei delfini e l’accoglienza e protezione della conchiglia e poi positività, energia, tanta voglia di fare BENE. Quindi Rari Nantes Bogliasco e BENEe accumunate dalla passione, dalla gioventù, dall’impegno, tanti punti in comune e di condivisione. Entrambi desideriamo crescere BENE, in maniera sana, gradatamente e costantemente, entrambi pensiamo in grande e agiamo in piccolo: un passo alla volta per arrivare in alto, come i “montanari” lentamente ma con costanza e in sicurezza: attenti ai passi falsi. Per arrivare a piedi in vetta all’Everest si sale un passo per volta”.

Lo sponsor Mirko Prandini si presenta

Né bogliaschino, né ligure, da dove arriva:
“Da un piccolo paese della Val Camonica, Braone, vicino a Ponte di Legno, molto più piccolo di Bogliasco, e se penso che quel bambino ha ritirato per cinque volte il Trofeo del Giocatore, mi emoziono. Come la Rari Nantes, piccole realtà che fanno e pensano in grande”.

Come ha cominciato:
“Qui un ragazzo se vuole far qualcosa si mette il costume, prende l’asciugamano e va al mare. A Brescia se non hai cento euro in tasca non fai niente. Ho perso il papà che avevo sei anni, ho cominciato a lavorare molto presto, gavetta pura, andavo nelle fabbriche e mi occupavo di estintori, di sabbiare, di verniciare. Persone più grandi ed affermate hanno capito che avevo doti da venditore e mi hanno fatto volare, non potevo più stare in quel nido. Ci torno, ogni tanto, ma soprattutto ci penso, quando ottengo risultati importanti, mi ricordo da dove sono partito”.

Perché la pallanuoto e perché Bogliasco:
“Per business mi ero avvicinato al calcio poi ho capito che non faceva per la mia azienda, la pallanuoto è uno sport sano tutto l’ambiente molto pulito, qui si trovano ancora i valori tradizionali che sono quelli con i quali conduco la mia azienda. Ricordo con piacere come ho conosciuto la pallanuoto: quando sono arrivato a Genova, ho conosciuto per caso Roberto Mannai allora capitano della Rari Nantes Bogliasco, le nostre figlie erano compagne di classe, mi invitò a vedere una partita: Bogliasco-Nervi. Pensavo di trovare una situazione molto tranquilla forse noiosa e invece ho trovato una grande energia, tanto entusiasmo, le tribune della Vassallo gremite di pubblico, i tifosi organizzati, cori, bandiere, tamburi , e poi mia moglie ha subito apprezzato la bellezza dell’ambiente, del gioco e perché no, anche dei suoi protagonisti, siamo rimasti coinvolti ed emozionati, insomma ci siamo innamorati ed appassionati. Il passaggio successivo è stato conoscere il presidente, un incontro importante anche dal punto di vista professionale: anche lui cominciò a trasferirmi la passione per questo sport e per Bogliasco, mi presentò il vice presidente Di Somma ed uno dei consiglieri più impegnati Garofalo, persone squisite, siamo subito entrati in sintonia, ci siamo trovati bene ed è stato naturale dare un seguito ed una concretezza al nostro rapporto. Oltre a loro tre vorrei menzionare Marco Ferrero, ex giocatore e papà di atleti, ma soprattutto un professionista che sta aiutando BENE a crescere e ricordo anche con piacere Ivo Guidi. Il rapporto con la Rari Nantes e la pallanuoto è via via diventato sempre più stretto al punto che oggi nella mia azienda lavorano: Maurizio Bongini ex pallanuotista del Bogliasco, con lui abbiamo fatto e stiamo facendo grandi cose; e poi ci sono due ragazzi della prima squadra Edoardo Prian e Matteo Monari, oltre a Giacomo Boero, altro grande bogliaschino doc. Sono tutte persone estremamente valide, oneste, capaci, pulite, con il senso del dovere e del rispetto davvero unici: ho capito che il mondo della pallanuoto insegna tanto, forma le persone e insegna molto a stare al mondo, questo, secondo me, assai di più rispetto ad altri sport più famosi”.

Come è maturata la convinzione di diventare main sponsor:
“Sembra che abbiano visto in me una sorta di portafortuna, abbiamo collaborato, ci siamo scambiati conoscenze, valori, passione e poi un giorno l’idea è venuta da sé, chiacchierando ci siamo detti che era giusto unire i due marchi”.

Bogliasco BENE:
“Mi ha fatto un grande effetto vederlo in grafica e sentirlo dire in diretta dai telecronisti di rai Sport 2, a Napoli in occasione della partita contro la Canottieri: bello e molto positivo. Ho sempre pensato che nella vita e quindi anche nel lavoro, bisogna stare bene, ecco il nome, non è nato a caso”.

Il logo è una conchiglia:
“Lo spunto è il simbolo del Cammino di Santiago di Compostela. È nato lì quando con mia moglie lo percorremmo, abbiamo capito che solo se stai bene riesci a vivere in un certo modo. I soldi possono servire ma non sono fondamentali, Steve Jobs lo disse, sul punto di morte. La priorità è vivere bene con se stessi e con gli altri, essere positivi, pensare che ogni problema si può risolvere, ogni difficoltà si può superare”.

Progetti futuri:
“Oggi alla BENE siamo quaranta persone, una bella realtà, quindi continuare così e poi ora pensiamo anche supportare il Bogliasco: BENE. C’è ancora un elemento da considerare, io non so nuotare, mia figlia non gioca a pallanuoto, quindi penso che non correremo il rischio di disamorarci come spesso succede a chi diventa dirigente per passione e amore dei figli, o perché si è ex giocatori o solo perché genitori”.

Cosa chiede alla Rari Nantes Bogliasco:
“Di far girare in Italia e magari, perché no, in Europa il nome BENE il più possibile, così l’azienda può farsi conoscere e crescere, i benefici saranno per tutti. Il mio desiderio è che le squadre, femminile e maschile, vadano sempre BENE, questo non significa in modo riduttivo vincere bensì, per me, significa che tutte le persone che sono alla Rari Nantes Bogliasco stiano bene, siano felici, solo così possono arrivare anche i risultati”.

Un messaggio:
“L’estate scorsa sono stato coinvolto da due amici che pur, volendosi molto bene, stavano discutendo, io ho mediato tra loro. In questa occasione ho capito che il non comunicare è terribile, può ammazzarti. Oggi, nonostante i social, comunichiamo poco: scriviamo frasi e pensieri copiati, ripetiamo quello che leggiamo e esterniamo poco i nostri sentimenti. Vorrei dire a questi due amici che sono contento di essere loro amico e ricordo a loro e a tutti che è troppo importante parlare, parlarsi: sempre e comunque; così si supera ogni difficoltà”.

13 Mag 2015

Si è concluso con successo il Meeting in Austria, un importante incontro per sviluppare tante novità sui tanti servizi forniamo agli oltre 10000 clienti che ci seguono.

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