17 Ago 2016

SPINELLIAntonio Spinelli, dalle navi da crociera alla Bene, dal legno, amato e modellato,  ad estintori e molto altro. Con l’azienda di Mirko Prandini al 2011, con soddisfazione personale  e professionale.

Di cosa si occupa:-“ Sono un tecnico, ho competenza nella  manutenzione degli estintori, nella  derattizzazione, porte tagliafuoco e sicurezza in generale”.

Con chi lavora:-“Da solo, ma non dimentico il periodo con Daniele Ferrario: una bella crescita”.

Come è arrivato alla Bene:-“Un semplice passaparola, la notizia l’ha portata mia moglie Sandra”. 

Dopo cinque anni si può tracciare un bilancio personale:-“Sono molto soddisfatto, perché mi trovo bene a livello economico, lavorativo, mi piace e lo faccio volentieri. Mi sono trovato bene da subito. Ho lavorato sulle navi da crociera, facevo  il falegname,  poi è arrivata la crisi ma sono stato fortunato. Stavo bene là e sto bene qui, ma sono convinto che dipende anche da noi stessi. Bisogna metterci del proprio: avere voglia di alzarsi e di andare a lavorare e terminare la giornata con soddisfazione”.

Parliamo di lavoro, abbiamo detto manutenzione di estintori:-“Controlliamo che siano carichi, di pressione, che funzionino , ne vediamo tanti. Derattizzazione disinfestazione, pratiche un po’ più faticose,  ma va tutto bene”.

Legge e senso di sicurezza:-“Per gli estintori continuiamo ad aggiornarci frequentando corsi, in un luogo pubblico è obbligatorio, per legge, appunto; poi abbiamo clienti che lo tengono per sicurezza personale e per aiutare gli altri, è capitato. Per la derattizzazione ci occupiamo di posizionare e controllare le esche. La disinfestazione riguarda zanzare, altri insetti, blatte in abitazioni, giardini, locali pubblici”.

Consigli pratici:-“Tenere pulito non lasciare cibo in giro”.

Quale zona:-“ Dal centro di Genova a La Spezia, tutta la grande riviera di Levante”.

 Non solo la parte operativa:-“ Ogni venerdì, con Daniele Ferrario, organizziamo il lavoro e prepariamo il materiale per noi e per i colleghi, cinque in tutto”.

Un lavoro che passa anche dal rapporto diretto con il cliente:-“Che deve essere soddisfatto di noi. Fiducia reciproca e correttezza. E’ giusto spiegare sempre cosa andremo a fare, lavorare bene, trovare anche il tempo per fare due chiacchiere”.

E il tempo libero:-“Non sono mai a casa, lavorare il legno è comunque una passione e mi piace dedicarmi”.

La famiglia:-“Come dicevo mia moglie Sandra. Stiamo bene e abbiamo un’altra passione in comune, il ballo, liscio e latinoamericano: ci piace tanto. E quando posso andiamo a casa, a San Basile, in provincia di Cosenza, a trovare mamma Maria e papà Gabriele, ad annusare la mia terra”.

A bordo del suo furgone cosa vede:-“In un anno ho percorso 50000 mila chilometri. Vedo gente brava e cose belle. Persone che rispettano la vita e noi lavoratori”.

Obiettivi personali:-“Spero che vada tutto bene e che l’azienda continui a crescere. Io sto bene così”.

Un messaggio ai colleghi:-“Siamo una bella squadra, giovani e con tanta voglia di lavorare”

 Un messaggio a Mirko:-“ Lo ringrazio perché dal primo giorno,  dal primo colloquio, ho percepito stima ed apprezzamento.  Per noi non è un datore di lavoro, è un amico, socievole e scherzoso ma molto serio”.

16 Ago 2016

COLELLATommaso Colella con la Bene dal 2011, quindi dalla fondazione. Di mestiere fa l’agente, area di ponente: dal quartiere genovese di Sestri Ponente ad Imperia.

Con quali competenze specifiche:-“Seguire e incrementare il portafoglio clienti. Occuparsi anche della formazioni dei nuovi collaboratori, al momento sono undici, io ne seguo, personalmente, uno solo”.

Come è arrivato alla Bene:-“Tramite un’inserzione, per puro caso, ero un agente immobiliare, si trattava sempre di vendita. Mi è sempre piaciuto il rapporto con il pubblico, ho cominciato a 19 anni, sono portato. E’ sempre andata bene, ho deciso che avrei continuato a lavorare in questo settore”.

Quali sono i prodotti:-“Abbiamo cominciato con gli estintori, la derattizzazione, la disinfestazione, poi abbiamo aggiunto gli impianti di illuminazione e non ci fermiamo qui. E’ bello poter variare tipologia di prodotto, avere sempre qualcosa di nuovo da proporre. Un altro aspetto positivo del nostro lavoro è curare il rapporto con i clienti, portare avanti le relazioni, nel tempo, è sinonimo di soddisfazione”

E’ cambiato qualcosa in questi cinque anni:-“Dal punto di vista economico tantissimo, parlo del nostro settore. Un tempo si faceva più fatica: la Bene, nonostante la crisi, dal 2011 ad oggi è cresciuta a  livello esponenziale”.

Quali le difficoltà:-“Riscuotere, nel panorama del mercato di oggi dove tutti tendono a ritardare, anche chi non ne ha reale necessità,  si adegua. Uno dei principi del nostro lavoro è mantenere con il cliente le condizioni per le quali ci siamo accordati all’inizio della trattativa. Sincerità e correttezza sono fondamentali, soprattutto nel nostro settore: abbiamo  clienti che seguiamo per anni, è indispensabile se vogliamo che il rapporto prosegua”.

Cosa le piace:-“Del mio lavoro che non ho nessun tipo di obbligo nè costrizione, ho invece autonomia,  ricambiata con altrettanta serierà. Sanno che non perdo tempo. Nella vita personale la mia famiglia, mia moglie Elena, abbiamo un bimbo piccolo, Michelangelo, ha dieci mesi. E lo sport, sono un ex pugile e continuo ad allenarmi. E’ la boxe che mi insegnato a perseverare, a non arrendersi. Sono arrivato alla Bene dopo una sconfitta, titolare di un’azienda che non ha funzionato. Da quell’esperienza ho trovato la spinta per andare avanti”.

Cosa non le piace:-“Le persone false, quelle che fanno qualcosa di diverso rispetto a quello che dicono. Sono le delusioni più profonde, non essere così è sempre stato uno dei miei valori”.

Con chi collabora nel suo lavoro:-“Sono uno dei più anziani,  capita che colleghi mi cerchino per consigli: è gratificante, una bella cosa”.

Chi sono i suoi clienti:-“Un parco variegato, una buona quota di amministratori condominiali, una buona quota di uffici, negozi, medio, piccoli, alcune grandi aziende, rapporti  che stiamo sviluppando particolarmente nell’ultimo periodo”.

Chi non ha ancora inserito nel portafoglio ed è un obiettivo:-“Più di uno ma non li dichiaro”

Sempre in movimento, cosa vede:-“ Viaggio tanto, mi muovo in moto, nel traffico. Ci sono giornate che non so quando torno altre che riesco a pianificare: 25.000 chilometri l’anno. Non sono disfattista, a parte i recenti eventi terroristici che sconvolgono, da altri punti di vista la situazione non è nera come la vogliono far sembrare. Si tratta di rimboccarsi le maniche, troppe persone si piangono addosso: nelle attività dove si trova spinta e voglia di fare le cose girano. In tante aziende a Genova come nel resto d’Italia si sente odore di stantio: se non sei capace di rinnovarti è difficile stare in piedi”.

Obiettivi personali:-“Possibilmente un altro bimbo, lo speriamo”.

Un messaggio ai colleghi:-“Ai nuovi in particolare. Non fermarsi alle prime difficoltà perchè non è così difficile come sembra”.

 Un messaggio a Mirko Prandini:-“Grazie per l’opportunità ricevuta. Spero ci sia la possibilità di crescere ancora insieme. Di lui mi piace la capacità di realizzare le idee. Difficilmente si rimanda o si rallenta. Con lui non si parla ma si fa, non ha paura di investire in tutto ciò che riguarda l’azienda”.